SEO, AI e nuove strategie di visibilità online
Introduzione
Negli ultimi anni il modo in cui le persone cercano informazioni online sta cambiando radicalmente. Accanto ai motori di ricerca tradizionali, stanno emergendo assistenti basati su Intelligenza Artificiale come ChatGPT, Gemini, Copilot e le AI integrate nei motori di ricerca. Questi strumenti non mostrano solo una lista di link, ma sintetizzano risposte, citano fonti e suggeriscono soluzioni:
• Interpretando l’intento profondo dell’utente, andando oltre le parole chiave
• Sintetizzando informazioni complesse da fonti diverse • Confrontando e validando contenuti in base a criteri di affidabilità
• Selezionando fonti autorevoli secondo parametri di qualità avanzati come attendibilità e rilevanza
• Fornendo risposte dirette, contestualizzate e in linguaggio conversazionale
Per aziende, professionisti e brand questo comporta un cambiamento chiave nella SEO per AI: non basta più posizionarsi su Google. È necessario diventare una fonte affidabile per le intelligenze artificiali.
Secondo recenti studi, oltre il 40% delle ricerche informative viene già effettuato attraverso assistenti AI e questa percentuale è destinata a crescere esponenzialmente. Gli utenti, specialmente i millennial e la Gen Z, preferiscono sempre più interagire con AI conversazionali che forniscono risposte immediate e personalizzate, piuttosto che navigare tra decine di risultati di ricerca tradizionali.
La SEO entra così in una nuova fase evolutiva: AI-first SEO o Generative Engine Optimization (GEO), un approccio che integra la SEO tradizionale per rispondere alle logiche dei Large Language Models (LLM).
In questo articolo vediamo come far apparire il tuo sito nelle ricerche dell’AI, combinando strategie SEO, contenuti di qualità e ottimizzazione per i nuovi modelli di ricerca.
Indice dei contenuti
1. L’evoluzione della ricerca: dai motori tradizionali ai Large Language Models
2. Come funzionano le ricerche basate su LLM e AI generative
3. Perché la SEO tradizionale non è più sufficiente
4. I criteri E-E-A-T nell’era dell’AI
5. Come ottimizzare per ChatGPT e AI
6. Come capire se il tuo sito viene usato dalle AI
7. Conclusione
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L’evoluzione della ricerca: dai motori tradizionali ai Large Language Models
Per comprendere appieno la portata di questa trasformazione, è necessario guardare all’evoluzione della ricerca online negli ultimi 25 anni. Dalla nascita di Google nel 1998 fino alla fine del 2022, il modello di ricerca è rimasto sostanzialmente invariato: un utente inserisce parole chiave, il motore restituisce una lista di pagine web ordinate per rilevanza. Questo paradigma ha dominato il web per oltre due decenni, dando vita all’intera industria della Search Engine Optimization (SEO) basata su keyword, backlink, ottimizzazione tecnica e content marketing. Con l’avvento dei Large Language Models nel 2023-2024, assistiamo a una disruption radicale:
• Ricerca conversazionale: gli utenti non cercano più per keyword, ma pongono domande complete in linguaggio naturale
• Sintesi intelligente: l’AI aggrega informazioni da molteplici fonti e le presenta in modo coerente
• Zero-click results: molte query vengono risolte direttamente dall’AI senza bisogno di cliccare su link esterni
• Personalizzazione contestuale: le risposte si adattano al contesto della conversazione e alle preferenze dell’utente
• Citazione selettiva: solo le fonti considerate più autorevoli vengono citate e linkate
⚠ Dato significativo: secondo una ricerca di Gartner, entro il 2026 i motori di ricerca tradizionali perderanno il 25% del loro traffico a favore di AI conversazionali e agenti virtuali. Questa tendenza richiede un’immediata revisione delle strategie di content marketing e visibilità online.

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Come funzionano le ricerche basate su LLM e AI generative
Le AI generative non funzionano come un motore di ricerca classico. A differenza di Google tradizionale, che restituisce una lista di link ordinati per rilevanza, le AI analizzano enormi quantità di contenuti disponibili online per costruire una risposta diretta e sintetica.
In questo processo l‘AI valuta le fonti, confronta le informazioni, sceglie quelle ritenute più affidabili e le riformula in modo comprensibile per l’utente. In alcuni casi cita esplicitamente i siti di origine, in altri utilizza le informazioni come base per la risposta.
Per questo motivo l’obiettivo non è solo essere presenti sul web, ma diventare una fonte riconosciuta e credibile su uno specifico argomento.
Le AI non cercano “pagine”, ma conoscenza strutturata.
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Perché la SEO tradizionale non basta più
La SEO rimane una base imprescindibile, ma da sola non è più sufficiente. Le AI non si limitano a valutare keyword, link e ottimizzazioni tecniche: cercano segnali più profondi legati alla qualità e all’affidabilità dei contenuti.
Entrano quindi in gioco elementi come la chiarezza del linguaggio, la completezza delle informazioni, la coerenza semantica e la capacità del contenuto di dimostrare reale competenza. In questo contesto assumono grande importanza i criteri E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness), che aiutano l’AI a capire chi sta parlando e perché dovrebbe fidarsi.
In pratica, l’AI tende a “scegliere” chi dimostra di conoscere davvero il tema trattato, non chi si limita a ottimizzare una pagina per una parola chiave.
Un contenuto che “ottimizza keyword” senza valore reale viene ignorato.
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I criteri E.E.A.T. nell’era dell’AI
Le AI applicano in modo sofisticato le linee guida di Google per la valutazione della qualità dei contenuti e dell’affidabilità dei siti web, fondate sui seguenti criteri fondamentali:
• Experience: Esperienza diretta
• Expertise: Competenza dimostrabile
• Authoritativeness: Riconoscimento nel settore
• Trustworthiness: Affidabilità
I criteri E-E-A-T non si applicano esclusivamente ai siti YMYL (Your Money Your Life, come finanza, salute o ambito legale), ma rappresentano un framework di valutazione trasversale per l’intero ecosistema del web. Essi orientano il lavoro dei quality raters di Google nel determinare se una pagina offre contenuti affidabili, utili e realmente orientati all’utente, indipendentemente dal settore di riferimento.
In qualsiasi contesto – dai siti informativi ai blog editoriali, dagli e-commerce alle piattaforme di intrattenimento – Google tende a favorire contenuti che dimostrino esperienza diretta sull’argomento, competenza tematica, autorevolezza della fonte e trasparenza. Anche per temi non sensibili, la presenza di autori identificabili, informazioni aggiornate, segnali di reputazione esterna e una chiara comunicazione delle finalità del sito contribuiscono a rafforzare la percezione di qualità complessiva.

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Come ottimizzare per ChatGPT e AI
Crea contenuti realmente utili e approfonditi:
Il primo passo per apparire nelle ricerche dell’AI è produrre contenuti che abbiano un valore reale per l’utente. Gli articoli generici, scritti solo per intercettare traffico, hanno sempre meno possibilità di essere utilizzati come fonte.
Un contenuto efficace è quello che risponde in modo chiaro a domande specifiche, approfondisce un tema meglio della concorrenza e offre esempi pratici, casi studio o dati concreti. Le AI privilegiano testi capaci di risolvere un problema, non semplici riassunti di concetti già visti.
I contenuti generici o autoreferenziali hanno pochissime possibilità di essere selezionati.
Struttura i contenuti in modo chiaro:
Una struttura chiara aiuta l’AI a comprendere e citare correttamente il contenuto.
Best practice:
• Heading H1–H2–H3 coerenti
• Paragrafi brevi e focalizzati
• Elenchi puntati
• Domande seguite da risposte dirette
Un contenuto ben strutturato è più facile da interpretare, riassumere e citare.
Scrivi per la ricerca conversazionale:
Le ricerche basate sull’AI sono sempre più conversazionali. Gli utenti non digitano solo parole chiave, ma pongono vere e proprie domande, spesso molto specifiche.
Integrare nel testo domande esplicite e risposte dirette aiuta l’AI a individuare rapidamente le informazioni rilevanti. Una strategia efficace consiste nel costruire paragrafi che partono da una domanda chiara e proseguono con una risposta completa, naturale e ben argomentata. Anche le sezioni FAQ, se ben scritte, possono diventare una risorsa preziosa.
Esempi di domande da includere:
• “Come farsi trovare da ChatGPT?”
• “La SEO per AI è diversa dalla SEO tradizionale?”
Impostare FAQ strutturate e risposte chiare aumenta drasticamente la probabilità di essere citati dagli agenti AI nelle risposte generate.
Rafforza l’autorevolezza del brand
L’autorevolezza è uno dei fattori più importanti per essere considerati dalle AI. Un contenuto valido pubblicato da un brand poco credibile ha meno possibilità di emergere rispetto a un contenuto simile firmato da un’azienda riconosciuta come esperta.
Per questo è fondamentale lavorare sull’identità del brand, dimostrando competenze reali. Contenuti firmati da professionisti, una pagina “Chi siamo” ben curata, la presenza di certificazioni, collaborazioni e citazioni su siti autorevoli contribuiscono a rafforzare la fiducia complessiva.
Più il brand è percepito come affidabile, più aumenta la probabilità che l’AI lo utilizzi come fonte primaria.
Usa la SEO semantica:
Non ottimizzare per una singola keyword, ma per un campo semantico completo, ad esempio:
• Tema principale: SEO per AI
• Concetti correlati: AI generative, ricerca conversazionale, E-E-A-T, dati strutturati
Questo consente all’AI di comprendere il contesto globale, non solo una parola.
Implementa dati strutturati:
I markup Schema (Schema.org) aiutano AI e motori di ricerca a interpretare i contenuti. Schema consigliati:
• Article
• FAQPage
• Organization
• Person (autore)
Non garantiscono la citazione da parte dell’AI, ma migliorano notevolmente la comprensione del sito.
Cura UX e performance tecniche:
Sebbene l’AI dia priorità ai contenuti, l’esperienza utente e la solidità tecnica del sito restano fattori chiave. Un sito lento o poco intuitivo comunica scarsa affidabilità, mentre una piattaforma veloce, mobile-friendly e priva di criticità tecniche rafforza la credibilità del progetto. La qualità tecnica non riguarda solo la SEO, ma rappresenta anche un segnale indiretto di professionalità per i sistemi basati su AI.
Core Web Vitals, HTTPS, approccio mobile-first e accessibilità contribuiscono a migliorare l’usabilità e costituiscono indicatori indiretti di qualità anche per le AI.
Pubblica contenuti evergreen e aggiornali spesso:
Le AI preferiscono contenuti sempre attuali, aggiornabili e rilevanti nel tempo. Aggiornare articoli esistenti aumenta la probabilità di essere selezionati come fonte.

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Come capire se il tuo sito viene usato dalle AI
Non esistono ancora strumenti o standard ufficiali per monitorare con precisione le citazioni AI, ma puoi:
• Analizzare il traffico da ricerche organiche evolute
• Verificare se il tuo sito viene citato nelle risposte AI
• Monitorare query conversazionali in Google Search Console
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Conclusioni
Far apparire il tuo sito nelle ricerche dell’AI non è una scorciatoia, ma il risultato di una strategia solida basata su:
✅ Contenuti di qualità reale
✅ Autorevolezza dimostrata
✅ Struttura chiara e SEO semantica
✅ Ottima esperienza utente
Le aziende che iniziano oggi a ottimizzare in questa direzione avranno un vantaggio competitivo enorme nei prossimi anni.
“L’AI non premia chi parla di tutto, ma chi è davvero esperto di qualcosa.
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